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Sottoponiamo alla Vostra attenzione il sottostante documento. Vi chiediamo di fare commenti, critiche, suggerimenti, che verranno inviati agli estensori del documento stesso. Entro breve (fine Novembre), sulla base di quanto già scritto e di quanto verrà inviato da Voi, ne verrà redatta la versione definitiva  (Stampa in formato .doc.  Stampa in formato .pdf)

La Redazione di cinofilionline

Carta di Reggio Emilia su Obblighi umani e Interessi degli animali.


Articolo 1
Gli animali non sono cose, strumenti o macchine, bensì essere senzienti, vale a dire capaci di soffrire, provare dolore o frustrazione, nonché di avere emozioni quali paure o soddisfazione - naturalmente in relazione alle diverse caratteristiche di specie - pertanto l'uomo deve tener conto di queste qualità intrinseche ogni volta che si relazione con l'animale.

Articolo 2
Il benessere di un animale è commisurato alle caratteristiche fisiologiche e comportamentali di specie e razza, pertanto non è possibile promuove il benessere di un animale in modo intuitivo o protettivo, ma è necessario conoscere le caratteristiche dello stesso nei termini sopra specificati e adeguare le azioni ai rispettivi bisogni.

Articolo 3
L'animale è quindi un’alterità, vale a dire una entità degna della nostra considerazione etica ma al tempo stesso profondamente diversa dall'essere umano, pertanto per promuoverne il rispetto è necessario partire da una prospettiva di tipo biocentrico ossia riconoscere interessi diversi.

Articolo 4
Il rapporto con l'alterità animale rappresenta uno dei più importanti stimoli formativi, espressivi e assistenziali per l'uomo cosicché si riconosce un valore di relazione ossia una referenza animale specifica e non surrogabile che va conosciuta, promossa, tutelata e indirizzata attraverso progetti di zooantropologia applicata, in didattica come in pet therapy, onde farne emergere le plusvalenze.

Articolo 5
Gli animali domestici hanno accompagnato l'uomo del suo cammino di civiltà, pertanto il processo di domesticazione deve essere considerato patrimonio dell'umanità e parimenti il rapporto con tali animali deve essere improntato sul concetto di partnership. Questo significa altresì che l'uomo deve riconoscere un debito storico verso gli animali domestici da tradursi in termini di responsabilità.

Articolo 6
La relazione con l'animale d'affezione ha una importanza fondamentale nella promozione della qualità della vita, nell'assistenza delle persone anziane e nella formazione dei ragazzi; l'animale d'affezione ci aiuta ad esprimere la parte migliore di noi e ci sostiene nei momenti difficili attraverso quella autenticità e disponibilità affettiva e relazionale che sa donare senza riserve.

Articolo 7
Il benessere di un animale non si ottiene semplicemente valutando i parametri di spazio, ma facendo attenzione alle specifiche motivazioni e attitudini dell'animale, ai suoi bisogni sociali e relazionali, alle sue necessità formative e cognitive, alle sue peculiarità percettive, espressive, performative e comunicative. Non tener conto del carattere di senzienza, mettere in atto azioni lesive o provocare un danno fisico all'animale, sottoporlo a stimoli avversi capaci di provocare paura o angoscia, mantenerlo reiteratamente in uno stato di costrizione significa provocare sofferenza all'animale. Non tener conto delle sue caratteristiche fisiologiche e comportamentali significa sottoporre l'animale a uno stato di frustrazione che inibisce il suo stato di benessere.

Articolo 8
Adottare un animale domestico significa assumersi una precisa responsabilità di custodia da tradursi in specifici obblighi di cura, accudimento, protezione, esaudimento dei bisogni di benessere; tale responsabilità coinvolge non solo i soggetti in quanto tali ma altresì gli eventuali cuccioli che egli dovesse generare. L'adozione è per sempre: chi intende adottare un animale deve prima di tutto commisurare la propria disponibilità con le esigenze dell'animale in termini fisiologici e comportamentali, facendosi sempre consigliare da un esperto prima di prendere la decisione finale.

Articolo 9
Abbandonare un animale adottato è un atto immorale e lesivo di tutto la comunità umana pertanto deve essere perseguito con il massimo rigore al fine di scoraggiarne il verificarsi e intervenire su tutta la filiera dell'abbandono nonché sui costi che esse implica. Chi possiede una animale ne è responsabile anche nei termini della gestione, conduzione e custodia, evitando di arrecare danni o fastidi al prossimo umano o animale a causa della sua negligenza, incapacità o addirittura volontà in tal senso.

Articolo 10
Il rapporto con gli animali deve essere equilibrato e rispettoso; la convivenza tra uomo e animale deve essere improntata sul civismo e sulla tolleranza, mantenendo atteggiamenti di moderazione, ossia lontani dagli eccessi, ma altresì improntati sulla conoscenza scientifica delle esigenze animali e degli equilibri ecologici del contesto antropico.

Articolo 11
Gli animali selvatici e sinantropici devono essere tutelati favorendo un buon equilibrio ecologico nelle città, promuovendo il verde in città, inibendo atteggiamenti di degrado e inquinamento, vigilando su ogni forma di maltrattamento o rilascio di sostanze che potrebbero compromettere la salute degli stessi, vigilando sull'evoluzione delle popolazioni e sugli andamenti epidemiologici.

L'articolo 12
Le amministrazioni locali devono promuovere un adeguato connettivo zooantropologico all'interno della città attraverso corsi di formazione sul corretto rapporto con l'animale, convegni e incontri pubblici, tavoli tecnici tra i diversi attori sociali, sviluppando materiale informativo per la cittadinanza, attivando un efficace sorveglianza sui maltrattamenti, favorendo progetti educativi da attivare all'interno delle scuole, organizzando corsi di formazione per il volontariato zoofilo, facendosi parte diligente per la realizzazione di specifici tavoli tecnici, favorendo lo sviluppo di progetti di pet therapy e l'adozione responsabile di animali.