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MONOGRAFIE

LEVRIERO AFGANO

(Il cacciabombardiere del modo canino)

Gli Afgani derivano dal gruppo dei Bracchi, di cui costituiscono un ramo collaterale, caratterizzato da un'estrma velocità d'azione. L' altezza va da 66 a 70 centimetri nei maschi, da 60 a 65 nelle femmine. Il peso è di circa 27 kg nei maschi, circa 23 nelle femmine. La caratteristica più appariscente dell'elegante afgano è il manto, lungo e setoso dappertutto tranne che sulla testa e dorso, dove è più corto e ruvido. L' Afgano eccelle come corridore su terreni impervi, dove la sua resistenza, agilità, tenacia ed astuzia sono leggendari. Può arrivare a velocità di oltre 60 km orari e voltarsi in spazi ridottissimi, effettuare salti di 6 metri in corsa e di oltre 2 metri da fermo.

L'origine della razza, e quindi la sua età, si perdono nella notte dei tempi, in ogni caso si tratta di migliaia di anni. Il mondo occidentale scoprì gli Afgani nel 19° secolo, ovviamente quando le truppe britanniche portarono in Europa i primi soggetti dall'India. Originariamente le razze erano 2: quella di montagna, con manto spesso, e quella di pianura, dotata di un manto più leggero. Le due razze poi si fusero in quella attuale.

Gli Afgani furono creati dai popoli che oggi abitano Afghanistan, Pakistan ed India settentrionale, per inseguire la selvaggina su terreni montuosi. Questo regale bracco era primariamente un cacciatore di leopardi, ma in pratica cacciava  qualsiasi preda gli si presentasse. Erano posseduti sia dalle famiglie reali che dalle tribù, ed il loro compito principale era quello di proteggere le proprietà, aiutare nella caccia nonchè quello di fornire uno svago per la nobiltà. Mentre i soggetti dell'aristocrazia erano tenuti in mute, quelli nei villaggi erano semiselvatici e si procuravano il cibo da soli.
Spesso l'Afgano agiva in sincronia con il falcone nell'inseguimento delle antilopi, operando da solo od in gruppo a seconda della forza di ciascun soggetto. Vi sono testimonianze di Afgani che hanno inseguito leopardi, per poi saltare loro sul collo e morderli nella spina dorsale per ucciderli.

Oggi l'Afgano è tenuto come animale domestico, dato che l'inseguimento della selvaggina non è più in voga, se non addirittura proibito. E' il fiore all'occhiello di molte mostre, per il suo aspetto elegantissimo e l' attitudine alle esibizioni. Alcuni fortunati sono tenuti per le corse, uno sport che simula la caccia.

L'Afgano è un cane difficile da addestrare. E' un soggetto che pensa per sè, un libero pensatore. Questa autosuficienza è una necessità, per un animale destinato a inseguire felini, e che felini ! Dà il suo meglio su terreni impervi, dove è in grado di andare più veloce di qualsiasi animale, ed in passato era lasciato da solo a compiere queste operazioni, situazione che ne ha fatto un animale autonomo.
Oggi l'Afgano usa questa sua intelligenza ed astuzia a proprio vantaggio. Il trucco per indurlo a compiere un'azione è di indurlo a pensare che sia stata una sua idea, e poi esprimere apprezzamento per essere stato così bravo. L'Afgano non accetta metodi ruvidi di addestramento, e se maltrattato semplicemente si rifiuterà di ubbidire. Come molti soggetti, può diventare 'sordo' se non vuole eseguire un compito, tuttavia può essere sorprendentemente creativo se convinto di ciò che deve eseguire.
Anche i cuccioli sono soggetti 'difficili'. Poichè non accettano di sentirsi imporre ciò che devono fare, sono essenziali pazienza e gentilezza, e una buona dose di senso dell' umorismo è anche di aiuto.

I colori possono essere i più vari, ma non sono apprezzate macchie o tonalità bianche, soprattutto sulla testa. I colori più comuni sono nero, nero e marrone e muso rossiccio. Non mancano tonalità blu-grigie, strisce di colore vario, argentate e mescolanze (arcobaleno) varie. Una combinazione insolita è un colore più chiaro della faccia rispetto al resto del corpo, con un arco più scuro attorno agli occhi. In ogni caso i bordi degli occhi, naso e labbra sono neri.

Anche se un Afgano è perfettamente capace di stare in casa a sonnecchiare davanti alla tv, il moto gli è necessario per evitere che si annoi, nel qual caso può diventare un distruttore di mobili e suppellettili. Questo cacciatore frustrato è perfettamente capace di aprire un cassetto e fare scempio del suo contenuto, o saltare sul frigorifero e mangiare un eventuale piatto di cibo appoggiatovi sopra. O rovinare per sempre il bracciolo di una poltrona con le sue poderose mascelle in pochi secondi. Un ampio giardino è indispensabile per un cane capace di trottare a 15-18 km orari senza accelerare il respiro.

La cura del lungo pelo è assolutamente necessaria. Una volta alla settimana occorre spazzolarlo per evitare che diventi una massa arruffata e sporca, ed anche un bagno non è da sottovalutare. I cuccioli sono dotati di pelo corto, ed occorrono mesi perchè si formi il manto da adulto, che molto spesso è diverso da quanto atteso. Inoltre il manto da adulto non si sviluppa in modo uniforme, così che vi sono aree 'adulte' ed altre ancora da cucciolo. Soprattutto in primavera ed autunno, o dopo malattie, si verifica una forte caduta di pelo, con le conseguenze immaginabili. La cura del pelo è indispensabile anche per prevenire parassitosi, ascessi e malattie della pelle, a cui l'Afgano è un pò soggetto.
Non mancano difetti genetici, anche se meno che in altre razze, come displasia dell'anca, cataratta giovanile, ipotiroidismo e deficienze enziamatiche, tuttavia si può affermare che la razza afgana è di buona salute.

Il temperamento è vario: dal bravaccio al timidissimo, persino nella stessa cucciolata. La socializzazione è indispensabile, altrimenti tendono a diventare selvatici. In generale gli Afgani sono individualisti e talora diffidano degli estranei. Grazie al loro atteggiamento regale sono ottimi come deterrente verso eventuali malintenzionati. Come i gatti, tendono a scegliere da soli i loro amici, verso i quali mostrano il loro lato comico, cocciuto, ed intelligente in modo quasi spaventoso. Non è consigliablie lasciarli liberi all'aperto, data la loro tendenza ad inseguire qualsiaso cosa gli si presenti davanti. Se abituati da piccoli alla convivenza, andranno d'accordo con il gatto di casa, ma cacceranno tutti gli altri.

L'Afgano è una razza particolare, e spesso le sue prerogative sono ignorate. Ad esempio, gli Afgani sono ladri per natura, e si impossessano di quasiasi cosa susciti il loro interesse. La loro felina capacità di intrufolarsi in aree proibite dal padrone è ben nota, così come la loro abilità nello sgraffignare qualcosa sotto il naso del padrone è quasi magica.
Sotto stress l'Afgano si mette a dormire fino a che la situazione non è risolta, ed un sintomo di eccitazione o stress è il naso gocciolante. E' quasi impossibile tenerlo lontano da mobili imbottiti: si sono verificati casi in cui il proprietario è stato espulso dal proprio letto !

La durata media della vita è di 12-14 anni, ma 18 non sono insoliti. Fra le malattie dovute al passare del tempo sono da segnalare indebolimento della vista, tumori e problemi cardiaci..

Con i bambini è necessario insegnare ad entrambi il rispetto reciproco. L'Afgano è sensibile al tocco, ed ha riflessi fulminei. E' calmo, paziente e dotato di molto buon senso. Quando è stanco di ricevere attenzione, semplicente si renderà poco visibile, nascondendosi da qualche parte per un pisolino.

L'Afgano mangia meno di quanto la sua taglia induca a pensare, tuttavia richiede un alimento molto enegetico e ricco di oli e vitamine, per mantenere al meglio il suo aspetto.

Intelligenza. E' un concetto difficile da applicare ad un Afgano. Certo, vista la cocciutaggine di natura, non è facile da 'addestrare', ma questo non ha nulla a che vedere con la capacità di apprendere: l'Afgano è un duro, infaticabile cacciatore abituato a cavarsela da solo, e  si comporterà di conseguenza.