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Cos'è la Pet Therapy

A chi si rivolge

L' animale come coterapeuta

Le figure professionali

Associazione D.U.Z. (1)

Associazione D.U.Z. (2)

Associazione D.U.Z. (3)

Cave Canem1

Cave Canem 2

Ospedale Psichiatrico, RE

Pet Therapy

A chi si rivolge la Pet Therapy (PT)

La PT è destinata a:

        bambini con particolari problemi

·       alcune categorie di anziani

·       alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici

Per queste persone il contatto con un animale può essere di aiuto nel soddisfare certi esigenze di affetto, sicurezza, relazioni interpersonali e nel recupero di abilità o capacità perse o mai sviluppate. La mancanza  o perdita di queste capacità porta ad cattivo equilibrio psicofisico, ed a uno scadimento della qualità della vita e dei rapporti umani.

La PT può anche contribuire, in aggiunta alle terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio.

Questa fatto era già stato osservato in passato ed evidenziato in vari studi ed oggi aumentano continuamente le esperienze in proposito: il contatto con un animale, oltre a fornire una almeno parziale  sostituzione di affetti mancanti o carenti, si presta particolarmente a favorire i contatti interpersonali e quindi fornisce l'occasione di interagire con gli altri.

La PT può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità, pertanto può rappresentare un valido aiuto per pazienti che presentano problemi di comportamento sociale e di comunicazione: non solo bambini o anziani, ma anche pazienti psichiatrici o che soffrono di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale.

La vicinanza di un animale può aiutare ipertesi e/o cardiopatici: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Quale che sia 1’animale (ad es. un coniglio, un cane, un gatto od altro animale) scelto dai responsabili dei programmi, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, attira la sua attenzione e permette l'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, del quale stimola le energie positive distogliendolo dal disagio in cui si trova e rendendoglielo più accettabile.

Ad esempio, i bambini ricoverati in ospedale, soffrono spesso di depressione, di disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi, conseguenza dei sentimenti di ansia, paura, noia che provano nel subire il trauma di un brusco allontanamento dal loro mondo, dai familiari, dalla casa, dalle loro abitudini.
L’ esperienza, non solo in Italia ma ovunque sia stata tentata, è che i bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali è attivato un programma di Attività Assistite dagli Animali è che la gioia e la curiosità provate dai piccoli pazienti durante gli incontri con un animale alleviano i sentimenti di disagio conseguenti al ricovero, e rendono meno traumatico il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. I giochi organizzati in compagnia e con lo stimolo degli animali, il nutrirli, il prenderli in braccio ottengono lo scopo di riunire i bambini, permettono di farli rilassare e socializzare tra loro migliorando di fatto la qualità della loro vita in quella particolare situazione.

Positiva è anche l’esperienze di PT con gli anziani ospiti di case di riposo, che spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiudono in se stessi e rifiutano rapporti interpersonali . Si è osservato che nei periodi di convivenza con animali si verifica un generale aumento del buon umore, accompagnato da maggiore reattività e socievolezza e che sono più facili i contatti con i terapisti

Un campo dove la letteratura scientifica fornisce sempre più nuove prove di validità della PT, in questo caso non solo come Animal-Assisted Activities (AAA), ma addirittura come Animal-Assisted Therapy (AAT)  è quello dei pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, da disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ed anche da quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o è reduce da lunghi periodi di coma. L’ animale non sostituisce la terapia farmacologia, ma si affianca ad essa.
La presenza di un animale, scelto oculatamente tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito tanto importante e difficile, contribuisce a:

·        stimolare l’attenzione

·        stabilire un contatto visivo e tattile

·        effettuar un’interazione comunicativa ed emozionale

·        favorisce il rilassamento

·        aiuta a controllare ansia ed eccitazione

·        esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento

·        aiutare la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale

·        aiutare la mobilitazione di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale

I Gruppi di lavoro che operano in questo settore della PT sono formati da diverse figure professionali, i cui ambiti operativi si interfacciano senza sovrapporsi:

a medici, psicologi, fisioterapisti ecc.., spetta di valutare e determinare come l’animale debba essere impiegato;

a veterinari, etologi, addestratori e conduttori professionisti spetta, invece, il controllo della salute e della salvaguardia del benessere dell’ animale.

(fonte: Ministero della Salute)