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| Pet Therapy A chi si rivolge la Pet Therapy (PT) La PT è destinata a: bambini con particolari problemi · alcune categorie di anziani · alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici Per queste persone il contatto con un animale può essere di aiuto nel soddisfare certi esigenze di affetto, sicurezza, relazioni interpersonali e nel recupero di abilità o capacità perse o mai sviluppate. La mancanza o perdita di queste capacità porta ad cattivo equilibrio psicofisico, ed a uno scadimento della qualità della vita e dei rapporti umani. La PT può anche contribuire, in aggiunta alle terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio. Questa fatto era già stato osservato in passato ed evidenziato in vari studi ed oggi aumentano continuamente le esperienze in proposito: il contatto con un animale, oltre a fornire una almeno parziale sostituzione di affetti mancanti o carenti, si presta particolarmente a favorire i contatti interpersonali e quindi fornisce l'occasione di interagire con gli altri. La PT può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità, pertanto può rappresentare un valido aiuto per pazienti che presentano problemi di comportamento sociale e di comunicazione: non solo bambini o anziani, ma anche pazienti psichiatrici o che soffrono di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale. La vicinanza di un animale può aiutare ipertesi e/o cardiopatici: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca. Quale che sia 1’animale (ad es. un coniglio, un cane, un gatto od altro animale) scelto dai responsabili dei programmi, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, attira la sua attenzione e permette l'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, del quale stimola le energie positive distogliendolo dal disagio in cui si trova e rendendoglielo più accettabile. Ad esempio, i bambini ricoverati in ospedale, soffrono
spesso di depressione, di disturbi del comportamento, del sonno,
dell'appetito e dell'enuresi, conseguenza dei sentimenti di ansia, paura,
noia che provano nel subire il trauma di un brusco allontanamento dal loro
mondo, dai familiari, dalla casa, dalle loro abitudini. Positiva è anche l’esperienze di PT con gli anziani ospiti di case di riposo, che spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiudono in se stessi e rifiutano rapporti interpersonali . Si è osservato che nei periodi di convivenza con animali si verifica un generale aumento del buon umore, accompagnato da maggiore reattività e socievolezza e che sono più facili i contatti con i terapisti Un campo dove la letteratura scientifica fornisce sempre
più nuove prove di validità della PT, in questo caso non solo come
Animal-Assisted Activities (AAA), ma addirittura come Animal-Assisted
Therapy (AAT) è quello dei pazienti colpiti da disturbi
dell’apprendimento, dell’attenzione, da disturbi psicomotori, nevrosi
ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze
senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ed anche da quanti
necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi
multipla o è reduce da lunghi periodi di coma. L’ animale non sostituisce
la terapia farmacologia, ma si affianca ad essa. · stimolare l’attenzione · stabilire un contatto visivo e tattile · effettuar un’interazione comunicativa ed emozionale · favorisce il rilassamento · aiuta a controllare ansia ed eccitazione · esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento · aiutare la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale · aiutare la mobilitazione di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale I Gruppi di lavoro che operano in questo settore della PT sono formati da diverse figure professionali, i cui ambiti operativi si interfacciano senza sovrapporsi: a medici, psicologi, fisioterapisti ecc.., spetta di valutare e determinare come l’animale debba essere impiegato; a veterinari, etologi, addestratori e conduttori professionisti spetta, invece, il controllo della salute e della salvaguardia del benessere dell’ animale. (fonte: Ministero della Salute) |