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Cos'è la Pet Therapy
A chi si rivolge
L'
animale come coterapeuta
Le
figure professionali
Associazione D.U.Z.
(1)
Associazione D.U.Z.
(2)
Associazione D.U.Z. (3)
Cave Canem1
Cave Canem 2
Ospedale Psichiatrico, RE
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Pet Therapy
Le figure professionali che operano
nella pet-therapy (PT). Il gruppo di lavoro ed i suoi componenti
La PT è un’ attività piuttosto complessa, che per essere svolta
in modo efficiente richiede il concorso di molte discipline,
apparentemente lontane l’ una dall’ altra
E’ quindi un lavoro di gruppo, in
cui le varie figure professionali, ognuna con un ruolo ben preciso, devono
saper interagire le une con le altre. Tutti partecipano, e devono
partecipare, alla progettazione e poi alla messa in esecuzione del
programma. I vari ruoli sono uno complementare dell’ altro, ed il successo
dell’ operazione dipende anche dall’ affiatamento dei vari membri del
team.
| 1 Medico |
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| 2 Psicologo |
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| 3 Terapista della riabilitazione
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| 4 Assistente sociale |
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| 5
Infermiere |
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| 6 Insegnante |
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| 7 Pedagogo |
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| 8 Veterinario |
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| 9 Etologo |
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| 10 Addestratore |
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| 11 Conduttore pet partners |
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Poiché la terapia si effettua su persone
affette da varie patologie fisiche e/o mentali, è fondamentale ‘in primis’
la presenza del medico e/o dello psicologo.
È loro compito, sulla
base delle loro competenze e, se necessario, avvalendosi della consulenza
degli altri professionisti, effettuare una valutazione e indicare le
modalità di impiego degli animali. Qualora si tratti di pazienti che
presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista
della riabilitazione.
Il ruolo del veterinario è
fondamentale.
Il veterinario che collabora con il gruppo di lavoro PT deve avere una
specifica formazione nel settore. E’ suo compito, innanzitutto,
selezionare l'animale più idoneo al tipo di terapia che verrà messa in
atto e dovrà poi sorvegliarne con diligenza sia lo stato di salute fisica
che le condizioni psicologiche.
Gli animali, dopo una visita iniziale approfondita, dovranno poi essere
sottoposti a controlli periodici, fra i quali saranno sempre inclusi
quelli relativi alle zoonosi (soprattutto forme parassitarie e micosi),
ossia quelle malattie che, essendo trasmissibili all'uomo, potrebbero
richiedere l’ allontanamento dell’ animale. E’ infine necessario che il
veterinario verifichi nel corso del tempo come l’ animale, in qualità di
co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso. Dovranno quindi essere esclusi
gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere.
Al veterinario si affianca un etologo
(che può essere un biologo o comunque un professionista, non escluso il
veterinario stesso, con adeguate conoscenze in materia di comportamento
animale).
Il primo contributo sarà la scelta del tipo di animale, sulla base ad una
analisi del tipo di paziente e delle caratteristiche attitudinali e
comportamentali del potenziale co-terapeuta. Successivamente, dovrà, per
quanto possibile, istruire i pazienti, i loro familiari e gli altri
operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di
intervento che sono in grado di effettuare e, in cooperazione con il
veterinario, definire la mole di lavoro che l’ animale è in grado di
sostenere. Veterinario ed etologo, inoltre, forniscono criteri per
valutare e salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore".
Infine, è cruciale il peso
dell'addestramento del co-terapeuta, addestramento che non può non essere
affidato ad addestratori ed istruttori con specifica preparazione.
Infatti, essendo la PT finalizzata alla cura e al raggiungimento di
risultati precisi, l’ animale deve essere preventivamente addestrato ad
interagire con il paziente e deve poi essere controllato il rapporto che
si viene a creare nella coppia co-terapeuta e paziente. Questo
soprattutto nel caso in cui l'animale assista pazienti con particolari
handicap fisici.
(fonte: Ministero della salute) |
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