Pagina Iniziale

CINOFILIONLINE.IT


°

Riccardo Colaianni
INTRODUZIONE
 

Attività

Primo Articolo

Se pensate di acquistare un cane (1)

Se pensate di acquistare un cane (2)

“Gli animali sono creature complete e finite, dotate di un’ estensione dei sensi che noi abbiamo perso o non abbiamo mai posseduto e che agiscono in ottemperanza a voci che noi non udremo mai. Non sono per noi dei fratelli inferiori, non sono degli schiavi. Appartengono ad altri gruppi viventi, presi, insieme a noi, nella rete della vita e del tempo. Sono nostri compagni di prigionia nello splendore e nel travaglio di questa terra.”
Henry Beston

Ogni cane si affaccia alla vita con un suo personale corredo genetico che conferisce una precisa impronta alla sua individualità. Il carattere è la sintesi unitaria in cui confluiscono sia le componenti ereditate quanto quelle apprese; dall’ insieme di questi fattori scaturisce la risultante che delinea il passaggio tra l’originario genotipo(§) e la complessa struttura del fenotipo(§).

Quanto percentualmente ed esattamente questi fattori giochino un ruolo ancora non ci è dato sapere: l’argomento, assai spinoso, è tuttora continua fonte di diatribe fra studiosi scuole diverse.

Tuttavia è chiaro che se sui comportamenti innati è impossibile intervenire, poichè vengono trasmessi in modo fisso attraverso le leggi dell’ ereditarietà, molto è possibile fare durante la fase di apprendimento e di educazione.

Nonostante la capacità di acquisire informazioni ed abilità di vario tipo accompagni il cane per tutta la vita, i suoi primi mesi sono fondamentali.

In questo periodo si rende indispensabile fornire al cucciolo un importante bagaglio di esperienze, che concorrerà alla formazione della sua identità personale, del suo carattere e quindi della sua” personalità”

In pochi mesi il piccolo cane dovrà imparare l’interazione con i suoi simili e con specie diverse, acquisire la gestione dei propri comportamenti e comprendere perfettamente quale sia la sua posizione gerarchica all’interno della famiglia.

Per la realizzazione di tutto questo ha bisogno di una guida capace , di un mentore che se ne occupi e ne soddisfi non soltanto le esigenze fisiche ma che sia disposto ad educarlo, ad istruirlo, creando così un legame saldo e autorevole, sempre rispettoso dei suoi bisogni.

Per poter arrivare a questo bisogna essere profondamente consapevoli che il cucciolo non può sopperire ad una mancata maternità, al vuoto causato da un figlio che se ne va e così via , proprio perché non è un essere umano, quindi non ne possiede le caratteristiche.

Adottare un cane con questi presupposti ha già in sé, in embrione, il fallimento del rapporto. Ma pochi resistono al desiderio di reinterpretare, di rimodellare, di adattare alla realtà umana molti dei comportamenti canini, cadendo nella trappola di una troppo facile e semplicistica antropomorfizzazione(§), eppure acquistare un pastore tedesco non significa portarsi a casa un piccolo commissario Rex, come non necessariamente un cane dalmata sarà di carattere gioviale, giocherellone e simpatico come Disney lo ha rappresentato.

Giorno dopo giorno, fotogramma dopo fotogramma, nell' immaginario collettivo si radicano stereotipi difficili da cancellare, frutto di cattiva informazione generalizzata e di una melensa retorica.

I media cavalcano, a seconda del momento, tanto la tigre del terrorismo psicologico quanto quella del pietismo, puntando sull' emotività di ciascuno e mostrando soggetti "sanguinari" ai quali, il giorno successivo, contrappongono le immagini del povero vecchio cane, rigorosamente meticcio, che dorme acciambellato sulla tomba del padrone recentemente defunto: una rappresentazione assolutamente avulsa dalla realtà, fatta di leggende metropolitane, di insopportabili luoghi comuni, legata a doppio filo ai films che ritraggono il dobermann ed il rottweiler come belve feroci , i pastori tedeschi coraggiosi ed impavidi come Rin Tin Tin ed i Collie, solo perchè "discendenti" di Lassie, più intelligenti e comunicativi dei propri padroni.

Una sorta di linea di demarcazione tracciata per chi di cani non sa nulla, quindi per certi aspetti, per loro rassicurante; una netta divisione tra il bene ed il male, una lavagna su cui scrivere a destra i buoni ed a sinistra i cattivi. Se si sa chi è buono e chi è cattivo, si può agire di conseguenza, insegnando al proprio figlio a scappare urlando davanti ad un soggetto di una certa razza oppure ad essere assolutamente tranquillo ed amichevole, ignorando che è proprio il modo di porsi che induce il cane ad avere una reazione piuttosto che un' altra.

Il cane, indipendentemente dalla razza, si rapporta al gruppo umano così come si relazionerebbe ad un branco di suoi simili ma un branco ha regole molto diverse da quelle che si stabiliscono tra i membri di una famiglia.

Rispettarlo vuol dire essere profondamente consapevoli del suo appartenere ad una specie diversa dalla nostra, con peculiarità precipue, di cui bisogna essere a conoscenza .

Alla stessa stregua è necessario comprendere che la comunicazione con il cane si avvale principalmente di canali di non verbali: il contatto corporeo, la mimica, la postura ed il tono di voce, sono molto piu’importanti del significato intrinseco delle parole e conferiscono leggibilità alle informazioni che si intendono dare.

Rovesciare sul cucciolo una continua pletora di parole e paroline come fosse un bimbo può essere gratificante per il proprietario, ma i presupposti di una buona comunicazione sono assai lontani.

Il cane, con le sue limitate possibilità, è incapace di comunicare se non attraverso le sue modalità.

Spetta dunque a noi l’incarico di comprenderlo e di farci capire.

ANTROPOMORFIZZARE: attribuire caratteristiche umane

GENOTIPO: l' insieme dei fattori che caratterizza un individuo sotto il profilo genetico ed ereditario

FENOTIPO: l' insieme dei caratteri visibili di un individuo dovuti sia al patrimonio genetico che all' azione dell'ambiente.