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LEADER DOGS Scuola nazionale cani guida per ciechi CORPO VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE MILANO 11.9.2001
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UNIVERSO CANE Il Cane Utile Protezione Civile
LA MISSIONE DELLE UNITÀ CINOFILE di Enrico Silingardi Responsabile Unità Cinofile del Corpo Volontari Protezione Civile di Milano I terremoti, le frane, gli smottamenti, i crolli di fabbricati, la tracimazione o la rottura di dighe, le alluvioni sono tutti momenti calamitosi nei quali il rischio disseppellimento di Uomini e molto alto e talvolta coinvolge migliaia di persone. In tutti noi è ancora vivo il ricordo dei terremoti in Friuli, in Irpinia, in Messico ma anche la rottura del bacino di Stava o il Nevado de Ruiz in Colombia perché coinvolsero l'attenzione in tutto il paese e del mondo. Accadono però fatti meno clamorosa con una frequenza molto alta che, coinvolgendo poche persone, interessano poco i media e scompaiono presto dalla memoria collettiva. Chi si può ricordare dell'esplosione di un appartamento a Lecco oppure del crollo di una palazzina alla Bovisa? E pure i valori umani da salvaguardare sono identici in quanto basta il ritrovamento di un solo Uomo e il suo salvataggio per giustificare qualsiasi sacrificio e qualsiasi spesa. Per questo motivo l'intervento delle Unità Cinofile deve essere pronto ed efficace in ogni caso. Vediamo perciò quando l'intervento del'Unità Cinofila è utile. Fuori discussione è l'utilità dell'intervento in caso di terremoto. Anzi, a seconda della vastità dell'area colpita o delle caratteristiche orografiche o di affollamento delle abitazioni occorre provvedere alle chiamate di molte Unità Cinofile e all'allertamento di altre secondo un piano preciso di mobilitazione dei Volontari collaudato attraverso numerose esercitazioni. Anche per le frane che coinvolgono vie di comunicazione o case, è necessario l'intervento in tempi brevissimi delle Unità Cinofile per poter per poter pelustrare la zona alla ricerca di eventuali sopravvissuti. In un secondo tempo le Unità Cinofile saranno utili per la segnalazione e il recupero delle salme restituendola alla pietà dei familiari. Analoga agli altri eventi è l'utilità in caso di crollo dei singoli fabbricati dove però è richiesta una diversa mobilitazione delle Unità Cinofile sia come numero che come modalità di intervento. La tracimazione di bacini d'acqua o rottura di dighe, pur avendo uguali necessità, limitano l'efficacia dell'intervento a causa delle speciali caratteristiche del territorio dopo l'evento. Infatti il fango e i detriti formano una massa semiliquida e piuttosto compatta che non consente all'olfatto del cane di identificare un eventuale sepolto. Sono comunque necessari dei tentativi da parte delle Unità Cinofile in quanto la possibile formazione di sacche d'aria comunicanti con l'esterno permettono il passaggio dei segnali di presenza umana ancora in vita e di conseguenza il loro ritrovamento da parte del cane. IL LAVORO DEL CANE DELLE UNITÀ CINOFILE Il ritrovamento di un sepolto viene segnalato dal cane con un comportamento tipico in ciascun soggetto. Normalmente nell'avvicinarsi al punto dal quale sente uscire l'emanazione umana il cane da evidenti segni di citazione, muove la coda in modo frenetico, protende le orecchie assumendo un atteggiamento molto vivace. Esplora con più attenzione e talvolta ritorno sul percorso già effettuato per accertare quale sia la zona dove più forte è l'emanazione. Stabilito un punto inizia ad abbaiare con cadenza a e tono riconoscibili, tenta di scavare con le zampe e, se distante dal conduttore o fuori dalla sua vista, ritorna verso di lui per sollecitarne l'intervento. A un cane che lavori su macerie, come tutti gli esseri viventi, ha bisogno di momenti di pausa nella sua attività. È importante infatti che sia sempre al massimo livello di attenzione e non si affatichi oltre un certo limite in quanto un cane disattento o in condizioni di stress psicofisico è un cane inutile perché può mal segnalare o non segnalare affatto. Gli è necessaria quindi una pausa di riposo per poter recuperare la necessaria efficienza e concentrazione. Con il passare delle ore i periodi di pausa diventano sempre più frequenti specie se il cane non riesce ad effettuare un ritrovamento, perché ha scordato la forte motivazione iniziale. I migliori soggetti comunque danno segni di cedimento anche dopo ore di lavoro, ma è compito del Direttore alle Ricerche intervenire molto prima per poi non essere costretto a lunghi tempi di recupero. LE MODALITÀ DI INTERVENTO Il cane e il suo conduttore costituiscono l' Unità Cinofila, nucleo inscindibile all'interno di un'organizzazione del lavoro di ricerca strutturato su delle modalità specifiche di intervento. Il conduttore affianca il cane in ogni momento di lavoro e quando riconosce in lui la segnalazione del sepolto interviene per il recupero. A questo punto le tecniche di esecuzione si dividono secondo le valutazioni di difficoltà fatte dalla squadra di recupero per un sollecito disseppellimento. Se viene data una valutazione positiva, il conduttore e il cane restano sul luogo perché il ritrovamento dello scomparso è un grosso rinforzo al lavoro del cane di specialmente se viene effettuato nelle prime ore di intervento o verso la fine del turno. Nel caso invece di difficoltà che possono portare ad allungare di molto i tempi di disseppellimento o addirittura nell'eventuale assenza della squadra di recupero, il cane viene allontanato e gli si fa proseguire il lavoro di ricerca dopo averlo molto complimentato. È opportuno che, salvo casi eccezionali, il conduttore non partecipi al lavoro di scavo per due motivi. Primo perché lavoro del conduttore è già di per sé stressante e faticoso e l'aggiunta di ulteriori elementi di fatica e di stress non gli gioverebbero affatto, in secondo luogo perché sarebbe assurdo esporre a ulteriori pericoli un elemento già sottoposto a rischio. Questo anche in considerazione del fatto che, proprio per l'inscindibilità dell'Unità Cinofila, ogni incidente al conduttore toglierebbe la possibilità di lavoro del cane. SULLE FASI DI INTERVENTO E SULLE MACERIE Il lavoro delle Unità Cinofile va diviso in fasi diverse: la prima - di pronto intervento - è svolta normalmente da uno o più cani molto veloci che segnalano le emanazioni più evidenti consentendo in pratica il rapido disseppellimento delle persone che sono situate più alla superficie. La seconda fase è invece svolta da cani più lenti e riflessivi che ripetendo il percorso, ma avendo un'attenzione maggiore, segnalano anche i ritrovamenti più difficili. In genere il cane nel corso della segnalazione ha atteggiamenti diversi a seconda che si trovi di fronte ad una persona viva o a una salma. Solo l'esperienza del suo conduttore può stabilire il valore di questa segnalazione e quindi dare la giusta precedenza al recupero dei vivi. Sarà il Direttore delle ricerche o il conduttore stesso a segnalare con bandierina di diverso colore la necessità di un intervento urgente o meno. Ogni gruppo di Unità Cinofile ben organizzato ha sempre con sé un tecnico gestionale chiamato Direttore delle Ricerche che ha il compito tecnico di suddividere la zona di ricerca, di stabilire i tempi di lavoro, di prendere accurata nota di tutte le notizie che servono per svolgere un lavoro ottimale. Ha anche il compito organizzativo di provvedere alle necessità delle Unità Cinofile (vitto, alloggio, ecc.). Infine stabilire relazioni vuoi con le autorità, vuoi con gli abitanti. In tal modo il conduttore del cane deve solo concentrarsi sul proprio lavoro senza subire interferenze, preoccuparsi dei bisogni immediati e futuri. Normalmente il Direttore delle Ricerche è un soccorritore Volontario le cui prerogative devono essere esperienza, spirito di osservazione e senso organizzativo. Tutti i tipi di macerie si prestano all'intervento del cane anche se esistono casi facili o situazioni difficili. È sempre difficile l'intervento su materiale friabile o polveroso o - lo abbiamo visto - nel fango ancora fresco. È più facile l'intervento sul cemento armato o similari anche se talvolta la via di uscita dell'emanazione é molto distante, anche dieci metri talvolta più dal luogo dove giace il sepolto. Ma facile è anche l'intervento in case di legno o di pietra, difficili su sbriciolato e su mattoni se molto frantumati. Importante è anche l'ambiente esterno: è chiaro che i cani da ricerca su macerie sono addestrati per l'indifferenza ai rumori più vari (ruspe, escavatori, generatori, eccetera) così come sono indifferenti alle persone che li circondano. Va però osservato che nei limiti del possibile sarebbe bene che si sospendessero i lavori di scavo durante la ricerca e venissero allontanati gli estranei almeno dalla ristretta zona operativa. Tra l'altro nel silenzio il cane - che ha un udito superiore a quello dell'uomo - potrebbe essere aiutato dai rumori provocati da sepolto. Vanno comunque allontanati parenti e conoscenti delle persone che si stanno ricercando per non influire questa volta sulla componente umana dell'Unità Cinofila. Un accenno va fatto agli eventuali incendi in atto o alle possibili fonti di incendio che potrebbero svilupparsi: si dovrebbe avere cura di spegnere i focolai e di prendere tutte le precauzioni possibili perché eventuali possibilità di incendio venissero eliminate. A parte il valore affettivo del cane nei riguardi del conduttore va considerato il fatto che per preparare un buon cane da ricerca occorrono più di due anni e quindi fatica, costi e tempo che andrebbero salvaguardati come valore sociale. TECNICA DELL'INTERVENTO Quando avviene un crollo, una frana, oppure si registra un terremoto e si stabilisce che esiste una possibilità o anche una probabilità che vi siano dei sepolti occorre richiedere l'intervento delle Unità Cinofile le più vicine e nel minor tempo possibile. Va infatti osservato che la tempestività dell'intervento è un fattore determinante per rinvenire persone ancora in vita magari ferite o con fatture di entità pericolosa per la vita stessa. L'opera degli altri soccorritori è senza dubbio preziosa ma ha un valore se si conosce con certezza il luogo ove esistono uno o più sepolti, altrimenti diventa inefficace e talvolta dannosa. Il cane con il suo fiuto può rapidamente localizzare il sepolto e garantire quindi una operazione di recupero mirata. Tanto più è urgente l'intervento quanto più grande è il disastro inteso come area interessata e numero presunto dei dispersi. I tempi di gestione valgono calcolati tenendo conto di alcuni tempi morti che spesso aumentano le difficoltà per un rapido intervento. Benché le Unità Cinofile vengano allertate non appena la notizia di un disastro perviene al Comando di settore o di Corpo a cui appartengono e benchè ogni Unità Cinofila abbia costantemente pronto il materiale di primo intervento, occorre calcolare un tempo perché le Unità Cinofile raggiungano il luogo di raduno e di partenza. Occorre poi calcolare la distanza da coprire anche se ormai si fa largo uso di aerei ed elicotteri. È quindi necessario preparare una piazzola per elicotteri o inviare all'aeroporto uno o più mezzi veloci per il proseguimento della marcia verso il luogo disastrato. Nel caso si tratti di zona inagibile o difficilmente raggiungibile con una vettura, occorre provvedere ad un fuoristrada. In ogni caso le Unità Cinofile sono addestrate anche ad essere calate con verricello o saltare da un elicottero in hovering ed effettuare subito dopo una ricerca. Chi organizza tutto ciò deve essere tempestivamente informato sul numero di Unità Cinofile che verrà impiegato nel primo momento mentre il compito di ricevere e smistare le Unità Cinofile per gli interventi successivi spetta al Direttore delle Ricerche o a personale da questi delegate. Normalmente il fabbisogno alimentare per il conduttore e per il cane e il vestiario per uomo e gli attrezzi del cane vengono portati con sé dalle Unità Cinofile di primo intervento. Le necessità primarie sono quindi limitate ad un ricovero il più possibile tranquillo e appartato per l'Unità Cinofila e a un'abbondante riserva d'acqua sempre da rinnovare. Naturalmente gli alimenti di primo impiego devono essere sostituite più presto con cibi preparati al momento come ricovero iniziale (tenda) dovrebbe essere sostituito al più presto possibile con altra attrezzatura più confortevole. Va infatti considerato che sia il conduttore che cane (ma questo soprattutto) subiscono uno choc psicofisico notevole per cui assicurare loro un riposo tranquillo significa avere dei collaboratori sempre efficienti. Non ci nascondiamo che talvolta potrebbe essere difficile dare la precedenza alle Unità Cinofile rispetto a chi non ha più la casa ma occorre ricordare sempre che le Unità Cinofile lavorano per salvare delle vite e quindi devono essere sempre nelle migliori condizioni possibili. Dopo la squadra di primo intervento, solitamente dopo uno o due giorni arrivano in auto colonna le Unità Cinofile di secondo o terzo invio con tutta l'attrezzatura propria del Corpo Volontari di appartenenza e così anche le Unità Cinofile divengono completamente autonome. Per evidenti motivi operativi le Unità Cinofile sono sempre in contatto radio con frequenze riservate sia con il Direttore delle Ricerche sia con il campo base. Quindi dovranno essere assistite da operatori orario specializzati in continuo contatto con il Centro Operativo. Una particolare attenzione va dedicata all'alimentazione del cane evitando la tendenza a sfamarli con residui alimentari umani. Infatti il cane oltre a dover operare preferibilmente a stomaco vuoto, deve essere alimentato con una dieta e per animali che devono lavorare nelle migliori condizioni. Viene richiesto quindi tutto il personale impegnato nei soccorsi di evitare, anche se motivati da sentimenti generosi, di dare da mangiare ai cani. Per quanto attiene alle necessità relative all'intervento vere proprio possiamo così elencare: 1 - L' Unità Cinofila deve essere informata preventivamente dell'orario dell'evento calamitoso, del presumibile numero dei dispersi, della loro eventuale localizzazione possibile, del tipo di fabbricato e del materiale con cui era stato edificato. 2 - Deve essere garantito all'Unità Cinofila che non esistono pericoli di incendio, di folgorazione, di esplosione o di altro possibile incidente oppure, se uno più pericoli esistono, deve essere informato. 3 - Se sono già state effettuate ricerca farne una concisa ma dettagliata relazione così come debbono essere segnalati eventuali ritrovamenti o eventuali rumori che potrebbero significare la presenza di sepolti. 4 - Mentre l'Unità Cinofila lavora, il campo di ricerca dovrebbe essere tenuto sgombro anche di personale attivo, mentre certamente vanno allontanati parenti, amici e curiosi. 5 - Benché i cani delle Unità Cinofile siano indifferenti rumori prodotti da ruspe, escavatori o altro è bene che queste cessino il proprio lavoro se non indispensabile, perché le emissioni dei tubi di scarico danneggerebbero l'apparato olfattivo del cane e comunque i rumori potrebbero annullare le possibilità auditive del cane nel caso di rumori seppur fievoli provenienti dalle macerie. 6 - Una squadra di rimozione macerie deve essere sempre pronta ad intervenire così come il personale medico e paramedico, infatti solo in casi eccezionali il conduttore potrà partecipare all'opera di disseppellimento (a meno che non sia superficiale) né sarà utile impiegare il proprio tempo a prestare cure ai feriti ritrovati. 7 - Il conduttore del'Unità Cinofila ha una riserva di acqua fresca per il proprio cane, ma questa riserva è in quantità limitata e pertanto sarà bene che una rinnovata provvista d'acqua segue l'Unità Cinofila suoi spostamenti. 8 - In situazione di pericolo di crolli è bene che l'Unità Cinofila venga tempestivamente avvertita e che venga predisposto personale sufficientemente preparato perché possa segnalare in tempo utile le eventualità di crolli imminenti, naturalmente ove ciò sia rilevabile. I Volontari del settore Cinofilo non dimenticano la fiducia che i loro viene riposta dall'autorità di Protezione Civile. Non dimenticano le responsabilità in cui possono incorrere durante gli interventi per salvare vite umane in pericolo. Il superficiale utilizzo di Unità Cinofile non perfettamente idonee può comportare gravi responsabilità, come la morte di persone sepolte vive non segnalate, durante gli interventi, da un cane poco preparato. La consapevolezza di tale responsabilità deve indurre ad una sempre maggiore attenzione, tenuto conto che se, a causa di una minima leggerezza, una vita umana non sarà salvata, verranno meno tutti valori umanitari per i quali sono sorte e lavorano le Unità Cinofile della Protezione Civile. |