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GRUPPO 6
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Basset fauve de Bretagne
Bassethound
Bayerischer gebirsschweisshund
Beagle
Beagle-harrier
Billy
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Briquet griffon vendeen
Cane di SantUberto (Bloodhound)
Chien d'Artois
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Dunker
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Grand anglofrançais blanc et orange
Grand anglofrançais tricolore
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Grand griffon vendeen
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Griffon fauve de Bretagne
Griffon nivernais
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Hamiltonstöver
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Harrier
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Petit basset griffon vendéen
Petit blue de Gascogne
Petit Gascon Saintongeois
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Piccolo segugio di Lucerna
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Segugio di Berna
Segugio di Jura
Segugio di Lucerna
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Segugio dell'Istria a pelo raso
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Segugio italiano a pelo raso
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Segugio jugoslavo tricolore
Segugio polacco
Segugio Posavatz
Segugio serbo
Segugio svizzero
Segugio tedesco
Segugio tirolese
Slovensky Kopov
Smalandsstovare
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CHIEN D'ARTOIS
Standard F.C.I. n°
28/24.7.1996/

Copyright ©
Traduzione Dr. Rodolfo Cantarelli
ORIGINE: Francia
UTILIZZO: il Chien d'Artois è un Briquet (tipo
piccolo), oggi giorno usato soprattutto nella caccia col fucile. Questo
cane guida la selvaggina verso il cacciatore, utilizzando abilmente gli
errori che questa commette. La sua velocità è media ma mantenuta per
lungo tempo. In campagna: grazie al suo acuto olfatto, è in grado di
sventare i trucchi nella lepre. Nei boschi: con le sue incontestabili
qualità di cacciatore, in mezzo a sparsi e ben distanziati gruppi di
alberi, è ben capace di spingere il cervo nella direzione desiderata.
Nella macchia: la sua intrepidezza e bravura sono capaci di confondere
anche un ostinato cinghiale. Inoltre è un animale resistente, dotato
anche di voce acuta che può esser udita da molto lontano. Da 6 a 8
Artois tricolori ben assortiti costituiscono una piccola muta capace di
appagare il cacciatore più esigente.
CLASSIFICAZIONE FCI
Gruppo 6 : segugi e cani per pista di sangue e razze assimilate
Sezione 1.2 : segugi di taglia media
Con prova di lavoro
CENNI STORICI
Questa razza, in
passato chiamata Picard, era già apprezzata per la caccia nei secoli
passati, ai tempi di Enrico IV e Luigi XIII e molto ricercata.
Selincourt già lo decantò, stupito e meravigliato nel vedere questi
cani inseguire una lepre che era passata oltre un'ora prima con clima
umido. Il Couteulx de Canteleu, nel suo Manuale della Caccia Francese-1890,
lo loda. L'autore riferisce che la razza artesiana del suo tempo era
molto incrociata e difficile da trovare in purezza, tuttavia rimaneva
una delle migliori razze per la caccia alla lepre. Si era tuttavia
premurato di collocare soggetti rappresentativi della razza nel grande
allevamento del Jardin d'Acclimitation, così che potesse essere
conosciuta dal pubblico generale. Alla fine del XIX secolo e all'inizio
del XX, M. Levoir in Piccardia aveva tentato di ristabilire il tipo del
vecchio Artois, senza tuttavia troppo successo. Durante quel periodo e
fino all'inizio della prima guerra mondiale un altro allevatore in
Piccardia, M. Mallard dominò la scena della ricostituzione della razza.
Tuttavia, benché producesse ottimi soggetti, come dimostrato dai
numerosi premi e nelle esposizioni, questi non sempre corrispondevano
alla descrizione fornita dai vecchi autori. Dopo la seconda guerra
mondiale si credette che quella del Chien d'Artois fosse una razza persa
per sempre. Tuttavia all'inizio degli anni '70, Mr. Audrechy, di Buigny
les Gamaches nella Somme si pose come scopo la ricostituzione della
razza. È grazie suoi sforzi e quelli di M.me Pilat che questa razza ha
ritrovato il suo posto fra i segugi.
ASPETTO GENERALE
Cane di buona costruzione, muscoloso e non troppo lungo, che da
un'impressione di forza ed energia.
PROPORZIONI IMPORTANTI
Rapporto
taglia/lunghezza corporea: tra 10:10 e 10:11
Profondità del petto/taglia: circa 1:2
Larghezza del cranio/lunghezza della testa: circa 5:9
Lunghezza del musello/lunghezza del cranio: circa 8:10
COMPORTAMENTO/CARATTERE
Cane vigoroso ed
ardito, dall'olfatto finissimo, capace di lavorare bene in muta,
equilibrato ed affezionato.
TESTA
REGIONE CRANIALE
Cranio: forte, largo,
piuttosto corto, arrotondato e appiattito alla sommità, ma con una
protuberanza occipitale appena accennata.
Stop: accentuato.
REGIONE FACCIALE
Naso: nero, forte, con
narici bene aperte.
Labbra: il labbro superiore copre largamente quello inferiore e deve
essere piuttosto importante così da conferire un aspetto piuttosto
squadrato all'estremità del musello, visto di profilo.
Musello: dritto e, di profilo, moderatamente allungato.
Guance: leggere.
Denti: articolazione a forbice.
Occhi: in relazione alla larghezza della fronte, non sono troppo
ravvicinati; di forma rotonda, non infossati né prominenti,
dall'espressione malinconica e gentile. Colore bruno scuro. Le mucose
della palpebra inferiore non devono essere visibili.
Orecchie: attaccatura all'altezza degli occhi, un poco stesse,
larghe, arrotondate all'estremità, quasi piatte e piuttosto lunghe,
tanto da raggiungere l'inizio del tartufo quando estese.
COLLO
Moderatamente lungo, potente, modestissima presenza di fanoni.
CORPO
Dorso: largo e ben supportato.
Regione lombare: lievemente arcuata.
Fianchi: leggermente inclinati.
Groppa: molto muscolosa.
Petto: largo e lungo, la linea dello sterno è all'altezza del
gomito.
Costole: ben cinturate.
Coda: lunga e forte; auspicabile la presenza di alcuni peli più
lunghi e grossolani e verso l'estremità; portata ricurva ma non
ricadenti in avanti.
ARTI
ARTI ANTERIORI
Nell'insieme forti e verticali.
Spalle: oblique e muscolose.
Gomiti: non aperti né chiusi.
Braccio: leggermente obliquo.
Piedi: leggermente allungati, forti, ma sufficientemente compatti;
cuscinetti neri, duri e compatti.
ARTI POSTERIORI
Visti da dietro, la punta della natica, la gamba, il garretto, i
metatarsi e i piedi sono lungo la stessa linea verticale.
Cosce: molto sviluppate e muscolose.
Grassella: forte e moderatamente angolata.
Metatarsi: corti e forti.
ANDATURE/MOVIMENTI
Omogenei e sciolti.
PELLE Piuttosto spessa.
MANTO
Pelo: corto, spesso e aderente.
Colore: fulvo scuro tricolore, simile a quello della lepre o del
tasso, con mantello o macchie di grandi dimensioni, testa fulva,
talvolta con riflessi neri.
DIMENSIONI /PESI
Altezza al garrese
Maschi e femmine: da 53 a 58 cm, con tolleranza di 1 cm.
Peso: mediamente, da 28 a 30 kg.
DIFETTI: Ogni scarto da
quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in
funzione della sua gravità.
Testa: cranio stretto a forma di cupola.
Musello troppo appuntito.
Labbro superiore non sufficientemente pendente e aderente.
Orecchie attaccate al di sotto del livello dell'occhio, corte, non
sufficientemente piatte.
Occhio un po' chiaro, congiuntiva visibile.
Collo: lungo, leggero.
Corpo: regione dorsale troppo lunga, linea del dorso debole, insellata.
Coda troppo lunga o deviata.
Costole piatte.
Addome di levriero.
Spalle dritte, gomiti aperti, carpi dritti, piedi piatti.
Unghie divaricate, troppo lunghe.
Garretti vaccini o aperti.
Colorazione screziata.
Timidezza
DIFETTI ELIMINATORI
Mancanza di tipicizzazione.
Qualsiasi forma di prognatismo.
Occhi molto chiari.
Arti deboli.
Colori fuori standard.
Screziature evidenti.
Altezza fuori standard. Timidezza o aggressività
Anomalie anatomiche.
Dimostrati difetti genetici ereditari
N.B. I maschi devono avere i testicoli di aspetto
normale completamente discesi nello scroto.
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